Affacciarsi al mondo dei professionisti non è mai cosa semplice. Soprattutto se esci da un contesto come quello universitario e non hai idea di come comportarti nel mondo del lavoro.
Magari vorresti testare le tue abilità, la padronanza delle tue conoscenze e mettere in pratica tutto ciò che hai imparato nel corso dei tuoi studi accademici.
Esiste un modo per iniziare a mettere letteralmente le mani in pasta senza aprire una partita IVA?
Ebbene si! In questo articolo troverai come utilizzare un contratto di consulenza senza partita iva, conoscerai i suoi limiti e i suoi pregi e potrai finalmente trarre le tue conclusioni.
Seguimi attentamente perché anche oggi voglio mostrarti in maniera semplice e pratica cosa dice la legge a riguardo!
Esiste un contratto di consulenza senza partita IVA?
Io sono un avvocato contrattualista e da anni aiuto privati ed aziende a destreggiarsi sull’intricato universo del mondo del lavoro.
Redigo e passo in rassegna decine di contratti ogni giorno e, se hai già dato una sbirciata a questo blog avrai sicuramente visto qualche approfondimento in merito al contratto di consulenza legale.
Il campo della consulenza è l’esempio perfetto per introdurre una soluzione congeniale a tutti coloro che si affacciano per la prima volta in questo mondo e vogliono testare le loro abilità prima di aprire una partita iva.
Sto parlando del contratto con ritenuta d’acconto, più comunemente conosciuto con il nome di prestazione occasionale.
Ma cosa prevede la legge in merito a questa soluzione? Lo scopriamo assieme nei prossimi paragrafi.
La prestazione occasionale senza partita IVA
Per capire al meglio cos’è la prestazione occasionale parto col darti un riferimento normativo preciso. Essa infatti è regolata dall’Art 2222 del Codice Civile, il quale fornisce la seguente definizione:
Quando una persona si obbliga a compiere verso un corrispettivo
un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza
vincolo di subordinazione nei confronti del committente, si applicano
le norme di questo capo, salvo che il rapporto abbia una disciplina
particolare nel libro IV.
Come si evince proprio da definizione, questo contratto è di natura prettamente occasionale e presenta di conseguenza alcuni limiti caratteriali che la norma gli conferisce.
Un lavoro occasionale quindi deve evitare di rispondere a queste caratteristiche: non deve essere abituale, non dev’essere svolto con professionalità, non deve essere svolto con continuità nell’arco di un anno solare. Infine la prestazione occasionale deve essere svolta in modo totalmente autonomo e questo implica che il committente non può e non deve coordinare il lavoro del “professionista”.
Ma sono soltanto questi i limiti entro i quali sottostare qualora si volesse provvedere a fornire una consulenza o qualsiasi altro tipo di attività in forma occasionale?
I limiti della prestazione occasionale senza partita IVA
Oltre alla caratteristica dell’occasionalità, un altro limite importante di lavorare senza partita iva viene dato sul piano economico.
Infatti la somma dei compensi percepita dal lavoratore in un anno non deve superare l’importo di 5.000,00 euro lordi.
Come facilmente intuibile, questa somma non dovrebbe essere superata così facilmente, anche perché si parla di rapporti lavorativi unici e di natura occasionale.
Ma cosa dovrebbe succedere qualora venisse superata questa soglia?
Niente panico, trattandosi di un importo lordo potrebbe capitare di registrare una piccola eccedenza. In questo caso il futuro professionista dovrà necessariamente iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS.
In questo caso l’eccedenza verrà tassata secondo quanto previsto dall’aliquota previdenziale che, negli ultimi anni, è oscillata tra il 25% e il 26%.
Dichiarazione dei redditi per prestazione occasionale
Per ogni prestazione occasionale è obbligatorio emettere una specifica ricevuta che andrà presentata assieme ai moduli per la richiesta del 730 dell’anno successivo.
La seguente ricevuta dovrà contenere i seguenti dettagli:
- I dati anagrafici di consulente e committente;
- La data di emissione
- Il numero progressivo della ricevuta;
- Il corrispettivo lordo concordato per la consulenza;
- La ritenuta d’acconto del 20% del compenso lordo (che si applica solo se il committente è un sostituto d’imposta);
- Infine l’importo netto pagato.
Ma cosa significa sostituto d’imposta?
In parole semplici, fungono da sostituto di imposta le imprese e professionisti non aderenti al regime forfettario delle partite IVA, le società di persone e di capitali le associazioni e molte altre realtà.
Se la ricevuta viene emessa nei confronti di un privato non bisogna inserire alcuna ritenuta.
Sorge dunque spontanea una domanda: ma cos’è la ritenuta d’acconto e quando va pagata?
Il pagamento della ritenuta d’acconto
La ritenuta d’acconto è un anticipo sulle tasse che il sostituto d’imposta trattiene dall’importo della tua prestazione.
Come abbiamo già anticipato, quando dovrai effettuare la tua dichiarazione dei redditi dovrai portare eventuali ricevute per poter recuperare la ritenuta d’acconto.
In questo modo potrai dichiarare il tuo reddito proveniente dalla prestazione occasionale. Affinché la tua ricevuta sia convalidata ai fini della legge è previsto un ultimo accorgimento: applicare la marca da bollo.
La marca da bollo
Qualora il valore della tua prestazione superi l’importo lordo di 77,47 euro dovrai acquistare una marca da bollo del valore di 2,00 euro.
La puoi reperire in posta oppure in qualsiasi tabacchino abilitato alla vendita.
La marca da bollo è un valore bollato che deve essere inserita nella tua ricevuta in modo tale da attestarne la regolarità fiscale.
I liberi professionisti senza partita IVA
Quali sono le casistiche per le quali non è possibile utilizzare il contratto di prestazione occasionale:
- Quando vi è un rapporto abituale tra le parti;
- Qualora l’attività venga svolta in maniera professionale.
Quali sono le figure professionali che utilizzano spesso questa opportunità?
- Consulenti Legali;
- Consulenti Finanziari;
- Consulenti Marketing;
- Graphic Designer;
- Web Designer;
- Web Developer;
- Project Manager.
Concludendo
Se hai letto fino a questo punto vuol dire che hai scoperto come funziona un contratto di consulenza senza partita iva.
Per intraprendere il lungo percorso che ti porterà a diventare un futuro professionista del tuo settore, esiste una possibilità molto pratica e vantaggiosa: la prestazione occasionale.
Se tuttavia non ti senti ancora confidente in merito a questa opportunità ti invito a contattarmi per ricevere una consulenza mirata, volta a fugare ogni tuo dubbio e perplessità.
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