Diritto all’oblio: esempi e casi famosi

Diritto all'oblio

Il diritto all’oblio è presente in materia giuridica sin dai primi anni del ‘900. Tuttavia, come in pochi sanno, in ambito digitale è un diritto ancora giovane e in fase di implementazione.

In questo articolo voglio spiegarti, sostanzialmente, come proteggere i dati personali della tua azienda online. Vedremo assieme, infatti, cos’è il diritto all’oblio, quando poterlo esercitare ed alcuni casi famosi che hanno aiutato allo sviluppo normativo di quest’ultimo.

Seguimi tra le righe dei prossimi paragrafi perché voglio suggerirti, in maniera semplice ed intuitiva, cos’è il diritto all’oblio secondo il punto di vista di un avvocato esperto del mondo digitale.

Cos’è il diritto all’oblio

Come spesso accade nei miei articoli, soprattutto quando propongo la spiegazione di qualcosa inerente al diritto digitale, parto sempre da una semplice definizione: cos’è quindi il diritto all’oblio?

Quest’ultimo, o per meglio dire la facoltà legale ad essere dimenticati, è la prerogativa con la quale un individuo o un’azienda chiede che vengano nascoste e cancellate alcune informazioni online del passato che ad oggi non hanno rilevanza.

Si tratta di notizie, immagini o video i quali non hanno più alcuna rilevanza per l’interesse pubblico e che, anzi, danneggiano l’immagine e la reputazione dell’azienda o del singolo individuo in maniera ingiustificata.

Purtroppo però, come vedremo nel prossimo paragrafo, secondo l’articolo 17 del GDPR, esistono alcune eccezioni che impediscono, ad un’azienda o ad una persona fisica, l’appello al Diritto all’oblio.

Quando si può esercitare il diritto all’oblio

Prima di vedere nel dettaglio quando si può esercitare o meno questo, voglio specificare una cosa: come avvocato affianco e supporto le aziende e i professionisti. Il mio aiuto non è volto al libero cittadino o alla persona fisica che intende effettuare una denuncia per violazione della privacy.

A questo punto, chiarita la mia posizione, vediamo assieme quando si può esercitare il suddetto diritto, in base a quello che stabilisce l’art. 17 del GDPR. Si ha diritto a chiedere l’archiviazione e la cancellazione dei dati personali online quando:

  • I dati non sono più necessari per le finalità per le quali erano stati raccolti in passato;
  • Quando l’azienda decide di ritirare il consenso per il loro utilizzo;
  • Se tu, in quanto titolare dell’azienda, per ovvi motivi decidi di opporti al loro utilizzo;
  • I dati personali devono essere cancellati per adempiere un obbligo legale previsto dal diritto dell’Unione Europea o dello Stato membro cui è soggetto il titolare del trattamento;
  • Il trattamento dei dati personali non è conforme a quanto previsto dalla legge.

Ci sono tuttavia dei casi in cui non è possibile esercitare il medesimo diritto. Questi si manifestano quando: è necessario garantire la libertà di espressione e d’informazione; bisogna adempiere ad un obbligo legale o svolgere un compito di interesse pubblico; si devono tutelare motivi di sanità pubblica; conservare dati per finalità di ricerca scientifica, storica o statistica. 

Infine, per concludere, non è possibile esercitare il diritto all’oblio quando le informazioni sono necessarie per accertare, esercitare o difendere un diritto in sede giudiziaria.

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Casi famosi di Diritto all’oblio

Prima di capire come esercitare il Diritto all’oblio voglio portare alla luce due casi che hanno fatto scalpore nell’opinione pubblica e permesso di espandere le norme a tutela di questo diritto grazie al loro esito.

Il primo caso, di cui puoi leggere la sentenza definitiva al seguente link (Garante privacy sentenza), parla di un imprenditore che nel 2007 commette un reato. Lo scandalo finisce in alcuni giornali online. Dopo aver scontato la pena e aver cambiato vita l’imprenditore si accorge che alcuni articoli erano ancora online e che, quasi 15 anni dopo, continuavano a screditarlo. Ha fatto appello al garante privacy per la rimozione di questi URL poiché, in separata sede, Google LLC aveva rifiutato la sua richiesta di archiviazione degli URL. In breve: il garante riconosce il Diritto all’oblio all’imprenditore e ordina a Google la rimozione dei due link entro 20gg.

Il secondo caso è quello di Mario Costeja, un cittadino spagnolo che in passato aveva riscontrato un debito con il fisco spagnolo – saldato qualche anno più tardi. Online era ancora presente un articolo che metteva in luce il fallimento del cittadino descrivendo parti importanti come la casa di proprietà messa all’asta. Mario interviene contro Google perché non gli permetteva di rimuovere l’articolo che lo screditava. I suoi nuovi clienti, infatti, quando cercavano il suo nome online trovavano il documento fuorviante e diffamatorio. Tramite la Corte di Giustizia spagnola quindi, l’imprenditore ha ottenuto il diritto all’oblio nel 2014 e, per la prima volta nella storia, ha ottenuto la cancellazione del link da Google

Proprio da questo dibattito, Google ha istituito una sezione dedicata alle richieste di deindicizzazione dei link presenti sul motore di ricerca. Una svolta davvero eccezionale, soprattutto per la tutela della privacy degli utenti online.

Come esercitare il Diritto all’oblio se sei un’azienda?

Arrivato a questo punto hai tutte le carte in regola per sapere, con certezza, se nella tua situazione sia possibile esercitare il diritto all’oblio. La domanda più diretta da fugare è la seguente: come posso procedere?

Sostanzialmente, le vie da intraprendere sono tre:

  1. Inviare una richiesta formale di archiviazione o cancellazione direttamente al soggetto che ha pubblicato i tuoi dati;
  2. Presentare un reclamo presso l’autorità del Garante privacy (sul sito infatti puoi trovare una pagina dedicata ai moduli da compilare e inviare agli indirizzi espressi);
  3. Procedere con un ricorso tramite l’Autorità Giudiziaria, ovvero il Giudice ordinario.

Queste procedure devono essere prese con la massima serietà e tempestività. Per questo motivo consiglio fortemente di cercare il supporto e la competenza di una figura esperta.

Come avvocato esperto in diritto digitale mi occupo, oltre alla contrattualistica e agli e-commerce, di fornire supporto legale ad aziende e professionisti per tutelare la loro privacy online. Un avvocato, infatti, conosce perfettamente come muoversi in questa situazione.

Ti invito quindi a scrivermi per una consulenza personalizzata qualora i tuoi dati siano stati usati incautamente ed è quindi possibile far valere il tuo diritto all’oblio.

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Oreste Maria Petrillo

Sono l'Avv. Oreste Maria Petrillo, avvocato specializzato in Contrattualistica Digitale, e-Commerce e Compliance Aziendale per PMI, Professionisti e Start-Up. Con oltre dieci anni di esperienza nel settore legale, offro consulenza professionale per aziende e privati che operano nel mondo digitale. Il mio obiettivo è fornire soluzioni legali su misura, garantendo sicurezza e conformità in ogni ambito della vostra attività online.

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