Fake news: è un reato diffondere notizie false?

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In un mondo connesso, veloce e ahimè sempre più superficiale come quello di oggi, la creazione e la diffusione di fake news costituisce reato in determinate condizioni. Nonostante le norme del codice penale siano state varate in tempi distanti dalla realtà attuale, esse rappresentano l’unico strumento per limitare la diffusione di questo fenomeno!

Ma cosa sono esattamente le fake news? Quando si costituisce il reato di diffusione di notizie false? Come puoi agire, nel tuo piccolo, per interrompere l’avanzata senza sosta di questo “problema” all’apparenza inarrestabile?

Un punto di vista molto interessante per te, sarà scoprire come il potere della non azione impulsiva ti protegga da conseguenze negative e del tutto evitabili. Ma non voglio spoilerare troppo!

Fatta questa premessa non mi resta che invitarti a leggere i prossimi paragrafi dove ti spiego cosa dice la legge, in merito al reato fake news, in parole semplici!

Cosa sono le fake news

Le fake news, o notizie false, sono informazioni infondate e non veritiere diffuse a mezzo stampa, tv e soprattutto canali social, create con l’obiettivo di attirare e controllare l’attenzione di un ampio pubblico di persone.

Le fake news sono spesso create e diffuse soprattutto per ottenere specifici risultati:

  • Influenzare l’opinione pubblica – vengono create notizie false per distorcere l’opinione pubblica in merito a temi di attualità. Ricordi la recente pandemia di Covid-19? Quante fake news sono circolate in merito agli effetti collaterali dei vaccini, al monitoraggio della diffusione del virus o, peggio ancora, al conteggio delle vittime giornaliere;  
  • Catturare l’attenzione per un ritorno economico – si utilizza soprattutto online quando vengono creati titoli di news acchiappa click per far convergere un grosso numero di persone su un sito o una pagina per mostrare poi alla massa pubblicità di prodotti. In questo caso, spesso, il titolo non corrisponde all’argomento trattato o vengono utilizzate parole fuorvianti per catturare l’attenzione dell’utente;
  • Diffamazione – infine possono essere create delle fake news con l’intento di diffamare un individuo pubblico, un’azienda o anche soggetti privati, provocando un illecito perseguibile civilmente e penalmente. 

Abbiamo parlato delle fake news dando per assoluto, forse erroneamente, che si tratti di notizie false o inventate. Ci tengo quindi a fare una piccola ma necessaria precisazione. Esse non sono necessariamente false: potrebbero rivelarsi anche come notizie imprecise o incomplete.

Creare fake news è un reato?

Come ho anticipato in fase di apertura, creare fake news non è di per sé un reato ma, e ribadisco “ma”, potrebbe configurarsi come tale in alcuni casi specifici.

La legge attuale, ovvero l’art. 656 del codice penale (pubblicazione di notizie false), si esprime in merito alla questione nel seguente modo:

“Chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.”.

In poche parole: è reato quando una fake news turba l’ordine pubblico. Ma non solo. La legge stessa prevede altri casi più gravi come:

  • Procurato allarme – ovvero quando la notizia tratta disastri, infortuni o pericoli inesistenti provocando allarmismo o timore nei confronti degli utenti, lettori o ascoltatori finali. Un esempio è quello della diffusione di una notizia di allarme bomba in luoghi pubblici;
  • Disfattismo popolare – che si configura nella diffusione di notizie false in tempo di guerra volte ad allarmare la popolazione, scoraggiare la resistenza o danneggiare la nazione. Un esempio? La recente gestione di notizie false riguardanti il fronte di guerra russo-ucraino per alterare l’opinione pubblica in merito alla questione;
  • Alterazione dei mercati – si configura nel momento in cui una notizia falsa viene creata appositamente per ottenere un significativo turbamento dei mercati al fine di trarre un vantaggio o arrecare un danno a persone o aziende. Ad esempio la notizia falsa di un virus contagioso e potenzialmente nocivo per gli esseri umani trovato all’interno di un prodotto da banco di una nota marca di salumi e affettati;
  • Diffamazione aggravata – quando una notizia viene falsata ad hoc con l’intento di arrecare un danno (di immagine, patrimoniale, psicologico o personale) ad un soggetto specifico. È il caso di molte notizie infondate create ad esempio per screditare grandi imprenditori, star del cinema o sportivi famosi.

La divulgazione di notizie false è un reato?

La legge non si esprime in merito alla differenza tra creazione e divulgazione di notizie false. Secondo la stessa, chi si arroga il diritto di diffondere una notizia, senza averla prima verificata, viene trattato come se fosse lui stesso l’artefice dell’informazione.

Anche la diffusione di fake news quindi, che turbano l’ordine pubblico o si configurano in uno dei casi precedentemente espressi, rappresenta un reato.

Invocare l’ignoranza o la buona fede di fronte alla condivisione di una fake news, con tutti gli strumenti a disposizione per verificarne la veridicità, non basta più per evitare conseguenze negative

La legge è chiara. I soli due casi in cui serve una dimostrazione tangibile di dolo per configurare il reato sono: la diffamazione e l’alterazione dei mercati. Per tutti gli altri, invece, è sufficiente la negligenza del comportamento tenuto.

Reato di diffamazione e fake news

La diffamazione, articolo 595 del Codice Penale, si manifesta nel momento in cui un soggetto riferisce ad altri (a voce, per iscritto o utilizzando ad esempio i social) informazioni non veritiere e screditanti nei confronti del diffamato.

Affinché si concretizzi come reato, il soggetto screditato non deve essere presente nel momento e nel luogo in cui l’illecito viene perpetrato.

Una fake news volta a danneggiare l’immagine, il patrimonio, la natura psicologica o personale di un altro soggetto, si può configurare nel reato di diffamazione: a mio avviso il modo più subdolo per arrecare un danno intenzionale, e del tutto evitabile, ad altri.

Questo reato, soprattutto aggravato dalla diffusione a mezzo stampa (in cui includiamo anche i social network), è punibile con la reclusione fino a 3 anni e una sanzione pecuniaria non inferiore a 516,00 euro.

Cosa fare in caso di notizie false

Un mio consiglio personale, soprattutto se ti trovi di fronte ad una notizia falsa è il seguente: non effettuare alcuna azione! Non commentare, non condividere, non diffondere!

L’unico modo per bloccare la proliferazione delle fake news, oltre alla denuncia alle autorità competenti, è quella di non agire o interagire in alcun modo con essa. La non azione, in questo caso, è l’antidoto migliore.

Sia chiaro: quando dico di “non agire” non intendo evitare gli accertamenti per capire se la notizia sia una bufala o se vera. Un atteggiamento critico, e la volontà di approfondire, devono essere sempre usati come scudo contro questo problema!

Come capire se una notizia è falsa

Di fronte a qualsiasi notizia, vera o falsa che sia, ti consiglio di mantenere un atteggiamento critico e di non dare per scontato nulla.

Cosa significa? Non farti prendere dalla foga di condividere l’informazione solo perché il titolo che hai letto rispecchia il tuo pensiero. Prenditi il tempo necessario per approfondire l’argomento e verificare le fonti citate. 

Se nonostante tutto nutri ancora dei forti dubbi, puoi consultare delle piattaforme che si occupano di smascherare le fake news, come ad esempio: Bufala.net.

Come evitare di essere la prossima vittima di reati di fake news se sei un imprenditore o un freelance che opera nel mondo digitale? Semplice, attraverso la: 

  • Tutela della proprietà intellettuale dei beni e servizi che produci;
  • Protezione della tua attività contro la violazione dei dati personali (tuoi o dei clienti) sfruttando al meglio le normative vigenti.

In entrambi i casi ti consiglio di cercare il supporto di un avvocato esperto nel campo del diritto digitale

Da oltre 10 anni, il mio studio di consulenza legale garantisce soluzioni efficaci e personalizzate volte a proteggere i tuoi interessi e assicurare la conformità legale della tua attività.

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Oreste Maria Petrillo

Sono l'Avv. Oreste Maria Petrillo, avvocato specializzato in Contrattualistica Digitale, e-Commerce e Compliance Aziendale per PMI, Professionisti e Start-Up. Con oltre dieci anni di esperienza nel settore legale, offro consulenza professionale per aziende e privati che operano nel mondo digitale. Il mio obiettivo è fornire soluzioni legali su misura, garantendo sicurezza e conformità in ogni ambito della vostra attività online.

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