Sono certo che anche tu come molti, a causa anche dei guru dei social network, ti sei posto questa domanda: ma il dropshipping è legale in Italia?
Negli ultimi anni, soprattutto durante e dopo la pandemia, è esploso anche nel Bel Paese questo fenomeno che, in poco tempo, ha soverchiato le leggi dell’e-commerce classico.
Ma cosa si cela alla base di questo modello innovativo?
Io sono Oreste Maria Petrillo, esperto in diritto digitale, ed oggi voglio spiegarti cos’è e come funziona il dropshipping.
Vedremo tutto ciò a cui devi prestare attenzione qualora volessi procedere anche tu all’esplorazione di questo modello di business: dalla tipologia di contratto da sottoscrivere fino ad osservare quali norme lo regolano.
Seguimi perché ti spiego cosa dice la legge in maniera chiara e semplice!
Il Dropshipping è legale in Italia?
Ma il dropshipping è un legale in Italia?
La risposta che ne consegue è molto semplice e lineare. Si, il dropshipping è legale! Non è altro che un esempio di e-commerce. Se andiamo a guardare la normativa che lo regola, possiamo vedere infatti che è la stessa che stabilisce la struttura e la legalità dell’e-commerce: il Codice del Consumo italiano.
Tuttavia non si può sovrapporre questi due modelli come fossero la stessa cosa. Tra loro infatti ci sono delle differenze che è giusto mettere in risalto. Una tra tutte è quella delle figure che entrano in gioco.
Il dropshipping, adifferenza dello schema classico dell’e-commerce che prevede un rapporto tra 2 parti (il cliente e il merchant), inserisce una terza figura: il venditore.
Questa è molto interessante e nel prossimo paragrafo ti spiego anche che ruolo specifico ricopre.

Cos’è il dropshipping
Il dropshipping legale è un modello di business online, riconducibile a quello di un e-commerce, all’interno del quale il venditore non gestisce direttamente lo stock del prodotto, l’imballaggio e la spedizione ma delega ognuna di queste fasi direttamente al dropshipper.
In questo ambito commerciale, i 3 elementi essenziali che interagiscono tra loro sono: il venditore, il merchant (o dropshipper) e il cliente.
Il venditore è colui che vende i prodotti di proprietà del merchant. Si preoccupa di brandizzarli a suo piacimento e di pubblicizzarli tramite canali appositi: come i social network o all’interno di marketplace specifici come Amazon.
Il merchant invece è colui che produce o dispone dell’oggetto che interessa al venditore. Mette a disposizione il suo magazzino per lo stoccaggio del materiale da commerciare e si occupa anche della spedizione dello stesso al cliente finale.
Il cliente è infine colui che, mosso da un’esigenza particolare e attratto dalla pubblicità di un prodotto, decide di comprarlo soddisfando così il proprio desiderio.
Dropshipping legale: il contratto
Il rapporto tra venditore, merchant e cliente, nel dropshipping, rientra in una categoria particolare che in gergo viene definita B2C: ovvero Business to Costumer.
Questo rapporto è regolamentato, in Italia, dal Codice del Consumo. Ma che cosa prevede il Codice del Consumo?
Questa raccolta di articoli aiuta tutti coloro che sono interessati ad aprire il proprio e-commerce semplice, o in dropshipping, a redigere il contratto che serve a tutelarsi e a tutelare il business in ogni fase.
Di seguito vediamo alcuni punti cardine che ogni contratto di e-commerce deve possedere:
Le clausole del contratto
Tra le varie precisazioni che seguono le direttive imposte dalla normativa, un avvocato contrattualista come me pone sempre grande attenzione all’inserimento di alcune tipologie di clausole fondamentali:
- Obblighi del fornitore – è importante indicare sulle clausole alcuni obblighi essenziali ma di questi ne parliamo più nel dettaglio nel prossimo paragrafo;
- Informazione dei prodotti – è necessario che le schede del prodotto in vendita siano aggiornate e devono contenere tutte le informazioni più importanti e necessarie. Ad ogni variazione delle caratteristiche il produttore o fornitore deve essere in grado di avvisare tempestivamente il venditore;
- Clausola di non esclusività – se il venditore inserisce più prodotti nel suo negozio online, provenienti da altri fornitori, deve comunicarlo al dropshipper poiché potrebbe rifornirsi dai suoi competitor diretti;
- Clausola sull’indisponibilità dei prodotti – qualora un cliente dovesse acquistare un prodotto che non è più disponibile in magazzino, l’inserimento di questa clausola solleva il venditore da ogni tipo di responsabilità;
- Clausola sulla violazione dei diritti – con la quale il venditore si intende escluso da ogni responsabilità sulla violazione dei diritti che tutelano la titolarità del brevetto di un prodotto utilizzato.
Ti invito a prenotare una consulenza 1 a 1 con il sottoscritto per conoscere ogni minimo dettaglio da inserire in un contratto legale di dropshipping.
Responsabilità del venditore e del dropshipper
Alla base di ogni business sano e competitivo c’è sempre una distinzione chiara dei ruoli che ogni figura deve rispettare.
Il venditore, ad esempio, in un modello di e-commerce in dropshipping deve:
- Sceglie con cura il fornitore con il quale iniziare un rapporto lavorativo vincente;
- Pubblicizzare i prodotti con ogni mezzo e metodo necessario a raggiungere il proprio pubblico target di riferimento;
- Effettuare la vendita tramite il proprio sito e-commerce e tenerlo aggiornato con le ultime novità non solo dal punto di vista degli articoli in vendita ma anche per quanto concerne la sua privacy presente nei termini e condizioni;
- Riceve il pagamento, emettere la fattura del prodotto e trasmette l’ordine al fornitore;
- Curare l’assistenza al cliente per offrirgli la migliore esperienza anche nel post vendita.
Le responsabilità del fornitore, o dropshipper, sono invece:
- Rifornire in base agli accordi presi con il venditore il proprio magazzino prodotti, in modo tale che le disponibilità siano sempre aggiornate;
- Ricevere l’ordine dal venditore e imballare la merce entro il tempo pattuito da contratto;
- Spedire l’ordine al cliente fornendo, ove possibile, la possibilità di tracciare il pacco.
Norme da rispettare tra venditore e cliente finale
Sostanzialmente, come abbiamo già accennato, il dropshipping segue le norme di un classico e-commerce soprattutto per quanto riguarda la regolazione del rapporto tra venditore e cliente finale.
Un e-commerce infatti deve rispettare sia il Codice del Consumo, il Decreto sul Commercio Elettronico che il Codice Civile.
Per entrare più a forno in merito alle normative, sapere quando il dropshipping è legale e come costruire un e-commerce a norma di legge ti invito a consultare un approfondimento che ho scritto recentemente e che tratta dei termini e condizioni di e-commerce.
Non solo saprà chiarirti il quadro generale della situazione ma saprà anche fornirti degli spunti interessanti per progredire nella corretta costruzione del tuo modello di business!
FAQ sul dropshipping legale
Cosa succede se si fa dropshipping senza partita IVA, è legale?
Nonostante tante persone affermano che non è necessario aprire la partita iva sotto la soglia di 5000,00 € di guadagno lordo, la realtà è ben diversa.
Aprire un e-commerce senza una partita iva è illegale e ti espone a diverse problematiche tra cui le seguenti sanzioni:
– la mancata apertura della Partita IVA implica una multa da 500€ a 2.100€;
– la mancata iscrizione alla Camera di Commercio ti espone ad una multa da 100€ a 1.050€.
Quanto costa una partita IVA per dropshipping?
Aprire una partita iva ha un costo variabile dagli 80,00 ai 130,00 euro.
Nel caso del dropshipping oltre al costo dell’apertura bisogna iscriversi anche al alla gestione commercianti INPS e al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio, che comporta i seguenti costi:
– diritto camerale da versare ogni anno: dai 44,00 ai 100,00 euro.
– imposta di bollo: 17,50 euro;
– diritti di segreteria: 18,00 euro;
Dovrai poi acquistare un servizio di firma digitale e una PEC che costano circa 35 euro all’anno per tutti e due.
Tutto questo se svolgi le pratiche di apertura in autonomia. Se invece ti affidi ad un commercialista il suo compenso può essere compreso tra i 600,00 euro e i 1500,00 euro.
Come redigere un contratto legale per dropshipping
La cosa migliore che puoi fare è rivolgerti ad un avvocato contrattualista esperto in diritto digitale.
Se hai dubbi o domande in merito ti invito a contattarmi compilando il modulo che trovi nella mia sezione contatti