In questo articolo troverai tutte le risposte che stai cercando in merito alla truffa contrattuale. Vedremo assieme come si configura, quali norme regolano questo atto illecito e le diverse pene previste in base alle aggravanti.
Io sono Oreste Maria Petrillo, avvocato contrattualista con una pluridecennale esperienza nel campo del diritto digitale.
Ad oggi ho supportato molti imprenditori e liberi professionisti a tutelare i propri contratti e di conseguenza il proprio business e diritti personali.
Seguimi, ti spiego cosa dice la legge in merito al reato di truffa contrattuale in modo semplice e comprensibile.
Cos’è la truffa contrattuale
Senza ulteriori indugi, cominciamo dalla domanda cardine di questo argomento: cos’è la truffa contrattuale?
Per spiegare questo concetto al meglio ti riporterò prima la definizione normativa e poi cercherò di semplificare il concetto come se dovessi spiegarlo ad un bambino.
La norma, che vedremo nel paragrafo successivo nel dettaglio, si esprime in tal modo:
“Il reato si palesa nel momento in cui chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a se’ o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”
Ci troviamo, come avrai già intuito, nell’ambito di un rapporto di collaborazione professionale tra due parti, regolato per l’appunto da un contratto.
Il reato di truffa contrattuale, in parole semplici, si concretizza nel momento in cui qualcuno, intenzionalmente, inganna la controparte (facendogli credere qualcosa di falso) ottenendo da questa azione dei vantaggi economici (e non) a suo discapito.
Ma a quali normative regolano questo comportamento illecito?

Norme sul reato di truffa contrattuale
Il reato in questione viene regolamentato, in ambito penale, dall’art. 640 del codice penale (truffa). Ma anche dal punto di vista civile si hanno degli articoli di riferimento.
Consultando infatti il codice civile troviamo una risposta concreta ed esaustiva negli articoli 1337, 1439 ed infine 1440.
L’articolo 1337 del cc (trattative e responsabilità precontrattuale), afferma che le parti interessate dal contratto devono comportarsi secondo i principi di buona fede.
L’articolo 1439 del cc invece (dolo), stabilisce che l’attività dolosa in questo caso è causa di annullamento e recesso dal contratto in due casi specifici:
- Quando i raggiri usati da uno dei contraenti sono stati tali che, senza di essi, l’altra parte non avrebbe contrattato;
- Quando i raggiri sono stati usati da un terzo, il contratto è annullabile se essi erano noti al contraente che ne ha tratto vantaggio.
L’articolo 1440 del cc infine (dolo incidente), afferma che se i raggiri non sono stati tali da determinare il consenso, il contratto e’ valido, benche’ senza di essi sarebbe stato concluso a condizioni diverse. Tuttavia la parte che ha agito in mala fede deve rispondere dei danni.
Denuncia per truffa contrattuale
Arrivato a questo punto dell’articolo ti starai sicuramente chiedendo: se so di essere stato vittima di una truffa o un raggiro, come mi devo comportare?
La risposta è molto semplice, nonostante la complessità dell’argomento: dovrai sporgere una denuncia per truffa contrattuale alle autorità competenti. Per dare seguito alle tue intenzioni dovrai recarti dalla polizia o direttamente presso la Procura della Repubblica.
La denuncia si concretizza con una querela, ovvero una richiesta formale di intervento da parte delle autorità. La querela deve essere presentata entro tre mesi dal momento in cui sei venuto a conoscenza dell’illecito commesso nei tuoi confronti.
Procedibilità
Quando si manifesta un comportamento illecito di questo calibro, le cose sostanzialmente possono andare in due direzioni.
La prima è appunto procedere con una denuncia di truffa contrattuale, formalizzando una querela di parte. Questo significa che il processo non può essere avviato senza che la parte lesa abbia richiesto l’intervento delle autorità competenti.
Quando l’illecito o i fatti commessi sono di particolare gravità, tale da coinvolgere non solo la controparte ma una cerchia più ampia e collettiva di individui, le forze dell’ordine possono intervenire anche senza una denuncia esplicita delle (o della) parti lese.
L’intervento delle forze dell’ordine si concretizza con l’avvio dell’iter che porterà all’apertura formale di un’indagine.
Se ti trovi nella situazione di essere una vittima di truffa o raggiro, prima di procedere con una denuncia o una querela alle autorità lascia che ti dia un consiglio prezioso: affidati ad un avvocato contrattualista esperto.
Questo non solo ti permette di chiarire al meglio la tua situazione (e tutto l’iter da svolgere per far valere i tuoi diritti) ma ti permette, dal punto di vista emotivo, di vivere la pesantezza della situazione con più tranquillità e chiarezza mentale.
Se ancora non hai trovato la figura di riferimento che faccia al caso tuo, ti invito a contattarmi direttamente compilando il modulo che trovi qui sotto:
Qual è la pena per il reato di truffa contrattuale?
Dopo aver visto la procedura formale che si attiva una volta scoperto l’illecito nei propri confronti, voglio darti un’idea generale delle pene e le conseguenze che possono essere inflitte alla parte rea.
La pena per la truffa contrattuale varia ovviamente in base alla gravità del reato. Secondo l’articolo 640 del Codice Penale, la reclusione del soggetto varia da 6 mesi a 3 anni, con la possibilità di dover pagare una sanzione pecuniaria che varia dai 51 a euro 1.032.
In caso di truffa aggravata da forti complicazioni, la reclusione può essere estesa fino ai 5 anni mentre la sanzione può arrivare ad una cifra significativa di euro 1.549.
Competenza territoriale
La competenza territoriale, che in parole semplici si può definire come il raggio di azione entro il quale un’autorità (come la polizia o un tribunale) esercita la sua autorità, nel caso di truffa contrattuale viene stabilita secondo la residenza della vittima o dal luogo in cui è stato commesso il reato.
Se la truffa invece è stata operata tramite mezzi informatici, come ad esempio nel caso di frodi online, la competenza può estendersi, oltre alle giurisdizioni territoriali, anche a quelle competenti che trattano i reati informatici.
FAQ sui reati di truffa contrattuale
Di seguito risponderò in maniera esaustiva ma concisa a tutte le domande che gli utenti ricercano sul web in merito al reato di truffa contrattuale:
Cos’è più grave: la querela o la denuncia?
Non vi è alcuna differenza dal punto di vista della gravità tra querela o denuncia. Si tratta infatti di due azioni simili che si basano sulla segnalazione alle autorità competenti di un reato. Nel primo caso può essere presentata solo dalla parte lesa mentre nel secondo caso può essere fatta da chiunque abbia notizie in merito al reato commesso.
Qual è la differenza tra truffa semplice e truffa aggravata?
La differenza tra truffa semplice e aggravata è che la seconda è un reato procedibile d’ufficio. In questo caso l’autorità può intervenire anche senza una querela avanzata dalla parte lesa.
Quando si consuma il reato di truffa contrattuale?
Il reato di truffa contrattuale si consuma qualora una parte che ha interessi nel contratto inganni, con raggiri o artifizi, la controparte traendone un vantaggio. Il vantaggio può essere di tipo economico o personale (nel caso ad esempio di vendetta).