Recesso contratto di collaborazione professionale: quando e come avviene

Recesso Contratto di Collaborazione Professionale

Se stai pensando di effettuare un recesso contratto di collaborazione professionale, c’è qualcosa che forse devi ponderare attentamente con lucidità.

Che tu sia un libero professionista o un cliente, qualunque sia la tua motivazione è bene cercare di capire come agire per terminare il rapporto nel migliore dei modi.

Grazie a questo articolo imparerai quali sono le modalità, le peculiarità e le fasi per gestire correttamente il recesso del contratto libero professionale.

Seguimi e ti spiegherò cosa dice la legge in maniera chiara e semplice!

Cos’è un contratto di collaborazione professionale

Il contratto di collaborazione professionale (disciplinato dal C.C art. 22222238), è quel documento necessario a regolare il rapporto tra un professionista e un cliente.

Nello specifico, il contratto regola l’impegno del professionista a prestare una determinata attività lavorativa a favore del secondo, senza un vincolo di subordinazione.

Tra le altre caratteristiche da sapere in merito a questo patto professionale troviamo la natura della collaborazione, che può essere continuativa o anche occasionale, e la forma, che deve essere scritta per essere considerata efficace.

Per saperne di più in merito a questi aspetti e conoscere la differenza tra contratto di consulenza e contratto di collaborazione, ti invito a leggere un articolo molto interessante che ho scritto a riguardo.

Cosa si intende per recesso dal contratto

Arrivato a questo punto ti starai ponendo una domanda legittima: ma Oreste, cosa si intende quindi per recesso dal contratto?

Il recesso è il diritto che può esercitato, da una delle parti (o anche entrambe) coinvolte nel patto, per risolvere il contratto, anticipando così la scadenza che si era fissata durante la stesura dello stesso.

Nella maggior parte dei casi, come vedrai tra poco, la volontà di recedere deve essere manifestata con il giusto preavviso, ma esiste tuttavia anche la possibilità di annullare il contratto seduta stante.

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Recesso contratto di collaborazione: quando è possibile

Entriamo quindi nel nocciolo della questione. Quando si può recedere da un contratto di collaborazione professionale?

Le possibilità di usufruire di questo diritto sono sostanzialmente due: il recesso senza giusta causa e il recesso per giusta causa.

Siamo nel primo caso quando la parte che decide di recidere dal contratto può farlo a condizione che rispetti il periodo di preavviso stabilito.

Ci troviamo nella seconda possibilità quando una parte commette una grave violazione di quanto pattuito tramite il contratto stipulato. 

Quest’ultima, che può interessare il professionista come il committente, si costituisce ad esempio in caso di inadempimento, frode o altre azioni compromettenti.

Ma quali conseguenze scaturiscono dalla volontà di esercitare il recesso dal contratto di collaborazione professionale?

Cosa implica il recesso dal contratto di collaborazione professionale

Se pensi che terminare la collaborazione, e quindi dare vita al recesso da un contratto di collaborazione professionale, non abbia conseguenze pratiche e legali, mi spiace deluderti ma ti sbagli.

Innanzitutto, le parti hanno l’obbligo di saldare gli eventuali pagamenti dovuti, e non ancora effettuati, che insistono fino al momento in cui si intende cessare il contratto.

Il contratto, talvolta, può prevedere obblighi da rispettare o penalità da versare in caso di recesso anticipato. In questo caso, colui che ha la necessità di interrompere il rapporto potrebbe essere tenuto a corrispondere una somma, decisa in accordo con la controparte.

Uso il condizionale poiché il pagamento o meno di penali (e i rispettivi importi) variano da caso a caso e di situazione in situazione.

Come recedere da un contratto di collaborazione

Per recedere da un contratto di collaborazione professionale, in autonomia, è necessario seguire alcuni passaggi che vedrai qui di seguito.

Tuttavia, se non hai le competenze o la forza di affrontare l’iter da solo, la soluzione migliore è quella di contattare un avvocato esperto.

Ecco i principali passaggi da seguire per eseguire il tutto in autonomia:

  1. Controlla nel contratta la clausola di preavviso – la durata del preavviso solitamente viene dichiarata nel documento e in caso di omesso preavviso potrebbe essere necessario presentare comunque la tua richiesta con adeguato anticipo.
  1. Presenta una comunicazione formale – che deve essere compilata in forma scritta e inviata alla controparte con raccomandata A/R o PEC. Nel documento, devono essere specificate le ragioni del recesso e la data di cessazione del contratto.
  1. Salda gli obblighi pendenti – che significa trovare un accordo e risolvere eventuali compensi dovuti (o la restituzione di materiali o beni ricevuti) per la collaborazione avvenuta fino al momento della rescissione.

Per esperienza personale ci tengo a fornirti un consiglio che molti ritengono banale ma che potrebbe evitarti grossi grattacapi, stress e notti in bianco.

Oltre ad affidarti ad una figura professionale di riferimento come un avvocato contrattualista, se possibile cerca di raggiungere un accordo di risoluzione consensuale con la controparte.

Qualora nutrissi ancora forti dubbi in merito a come intervenire o come comportarti, ti invito a prenotare una consulenza online direttamente con me.

FAQ sul recesso contratto di collaborazione professionale

Ecco cosa chiedono maggiormente gli italiani sul recesso contratto di collaborazione professionale:

Come interrompere una collaborazione professionale?

Per interrompere una collaborazione professionale, bisogna innanzitutto verificare le condizioni previste dal contratto e inviare una comunicazione formale di recesso, rispettando il periodo di preavviso, se previsto.

Cosa si intende per revoca dell’incarico professionale per inadempimento?

La revoca dell’incarico per inadempimento avviene quando una delle parti non rispetta gli obblighi contrattuali stabiliti.

Questi ultimi possono essere: il pagamento delle somme dovute o la prestazione del lavoro concordato. In tal caso, la parte lesa da tale comportamento ha il diritto di risolvere il contratto immediatamente.

Qual è la differenza tra contratto di consulenza e contratto di collaborazione?

Il contratto di consulenza riguarda prestazioni altamente specializzate e finalizzate a un risultato specifico. Il contratto di collaborazione è più generico e può riguardare attività che non necessariamente richiedono competenze specifiche.

Per approfondire questo aspetto ti invito a leggere: differenza tra contratto di consulenza e contratto di collaborazione.

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Oreste Maria Petrillo

Sono l'Avv. Oreste Maria Petrillo, avvocato specializzato in Contrattualistica Digitale, e-Commerce e Compliance Aziendale per PMI, Professionisti e Start-Up. Con oltre dieci anni di esperienza nel settore legale, offro consulenza professionale per aziende e privati che operano nel mondo digitale. Il mio obiettivo è fornire soluzioni legali su misura, garantendo sicurezza e conformità in ogni ambito della vostra attività online.

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