Come puoi comportarti in caso di contratto non rispettato? Nei prossimi paragrafi ti mostro cosa fare, esattamente, quando sei vittima di inadempimento contrattuale.
So che potrebbe sembrare un fatto eccezionale e raro. Ma, per esperienza personale, questa situazione capita sempre più frequentemente!
Ogni giorno ricevo messaggi di clienti delusi e basiti che si lamentano di professionisti (se cosi si possono chiamare) che puntualmente disattendono gli accordi siglati nel contratto. Ma vale anche il contrario: ovvero che i clienti non pagano o saldano parzialmente il prezzo finale della prestazione, del materiale percepito o del servizio prestato dal professionista.
Direi quindi di non perderci in chiacchiere e di addentrarci subito nel nocciolo della questione cercando prima di capire come mai un contratto non viene rispettato!
Seguimi, ti spiego cosa dice la legge in maniera chiara e semplice.
Perché un contratto non viene rispettato?
Esistono diverse cause che portano le persone a non rispettare un contratto. A mio avviso, le principali, possono essere raggruppate in 3 situazioni:
- Mancanza di professionalità – si manifesta quando una delle due parti contrattuali disattende “senza giustificato motivo” quanto pattuito nel documento siglato. (Ne parlo più approfonditamente in un articolo mirato che parla proprio di Truffa contrattuale: denuncia del reato e procedibilità);
- Cause di forza maggiore – ovvero quando il contratto non viene rispettato non a causa della malafede delle parti in gioco ma per accadimenti e imprevisti che non permettono al debitore di portare a termine quanto pattuito;
- Il contratto è scritto male – questo accade quando, ad esempio, si redige un contratto senza la giusta conoscenza giuridica o l’esperienza di un avvocato contrattualista. Oppure quando si copia e incolla uno dei tanti fac simile presenti online sperando che “vada bene per la mia situazione”.
Spesso si tende a credere che la soluzione migliore sia quella del fai da te o del file reperibile online. Tuttavia, si sottovaluta troppo un punto che per me è fondamentale.
Affidarsi ad un avvocato contrattualista non è una spesa inutile. È un investimento sulla tutela personale e professionale. Ecco perché ogni giorno mi batto online e anche nel mio studio legale affinché ogni business, azienda o freelance affidi la scrittura dei propri contratti a figure professionali competenti ed esperte.
Se anche tu vuoi tutelare il tuo lavoro nel mondo digitale e smettere con i contratti fai da te o copiati e incollati da internet, ti invito a scrivermi! Sarò felice di consigliarti le soluzioni migliori in base alla tua situazione personale.
Cosa fare in caso di contratto non rispettato
Arrivato a questo punto hai potuto capire quali sono le cause per le quali un contratto non viene rispettato. Come hai notato, le stesse possono essere dovute alla redazione approssimativa del documento, negligenza del debitore o per cause di forza maggiore.
Di seguito voglio mostrarti quali misure adottare, secondo la legge, nel caso in cui ti trovassi nella condizione di essere la parte lesa, più comunemente definita creditrice/ore.
Parlerò, nello specifico, dei seguenti argomenti:
- La richiesta di adempimento;
- La risoluzione o il recesso del contratto;
- La domanda di risarcimento del danno.
Richiesta di adempimento
La richiesta di adempimento, o di esatto adempimento, si concretizza quando il creditore cita in giudizio il debitore per richiedere che quanto scritto nel contratto venga espressamente eseguito.
In parole semplici: il debitore da una “seconda chance” al creditore chiedendo che venga esperito quanto scritto nel contratto entro un termine ragionevole di tempo.
Affinché la richiesta di adempimento possa essere messa in atto, devono sussistere due condizioni precise: la prima è l’inadempimento del contratto (ovvero quando il contratto non viene rispettato); La seconda è la colpa certa del debitore (per mancata diligenza o prudenza).
Risoluzione del contratto non rispettato
Il secondo strumento che hai a disposizione quando il tuo diretto debitore non rispetta il contratto, e quindi commette un inadempimento contrattuale, è la risoluzione del documento stesso.
Si concretizza nel momento in cui tu non abbia più interesse ad ottenere o eseguire quanto descritto nel contratto.
Di conseguenza dovrai chiedere al giudice, tramite atto formale, di sciogliere il contratto e quindi annullare ogni sua specifica efficacia.
Domanda di risarcimento del danno
Il terzo strumento a tua disposizione è la domanda di risarcimento del danno. Questa azione può essere eseguita a prescindere dalle prime due.
Il risarcimento del danno è una richiesta che può essere promossa qualora una delle due parti non abbia eseguito, in maniera colposa, quanto pattuito nel documento contrattuale siglato precedentemente.
La domanda di risarcimento del danno segue le indicazioni dell’articolo 2946 del Codice Civile, il quale afferma che: chi ha subito un inadempimento contrattuale ha tempo fino a 10 anni per chiedere il risarcimento danno, producendo una richiesta formale al giudice.
Come scrivere una lettera di diffida
Una domanda che ricevo spesso, in fase di colloquio con i clienti del mio studio legale, è la seguente: Oreste, vi è un modo per sollecitare il mio debitore a portare a termine il contratto non rispettato senza dare vita all’iter burocratico di una controversia?
Una soluzione, o per meglio dire un tentativo di smuovere le acque, lo possiamo trovare nella lettera di diffida.
La diffida è un documento in forma scritta, che ha valore legale, con il quale si sollecita il debitore a portare a termine, pagare o eseguire, gli accordi prestabiliti dal contratto. È, in parole semplici, un invito legale con il quale inviti “gentilmente” la controparte a sbloccare la situazione di stallo in merito al contratto non rispettato, altrimenti sarai costretto a scomodare il giudice.
Ma come si scrive una lettera di diffida quando si ha il sentore che un contratto non venga rispettato?
Affinché una lettera di diffida sia valida per legge, l’Art.articolo 1454, comma 1, del Codice Civile ci suggerisce le 3 caratteristiche fondamentali che deve possedere:
- La diffida deve possedere una richiesta chiara e inequivocabile, nei confronti della controparte, di eseguire quanto pattuito dal contratto;
- La lettera deve poi contenere un termine ragionevole entro il quale si concede al debitore di portare a termine la richiesta;
- Deve dire espressamente che se la prestazione non viene eseguita entro il termine ultimo concesso, il contratto si intenderà risolto e perderà ogni sua specifica efficacia.
La diffida è un atto recettizio, il che significa che produce i suoi effetti qualora la persona interessata riceve la lettera. Per questo motivo è importante inviarla tramite posta certificata oppure tramite raccomandata A/R.
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